Fabrizio Fantini, laureato in Biologia e divulgatore scientifico, membro della Società italiana di Tricologia, è docente al Corso di Alta Formazione in Tricologia del Sitri a Firenze
Fermare la caduta dei capelli e invertire il processo di diradamento:
In questi anni la medicina e la chirurgia della calvizie hanno compiuto notevoli progressi e questo ci permette di fruire di nuove armi per contrastare la calvizie comune e cercare di invertire il processo di diradamento tipico di questa affezione. In questo blog saranno prese in considerazione le reali novità nel campo delle patologie dei capelli, mantenendo la stessa filosofia, con l’impegno costante di tenervi sempre aggiornati
La convinzione comune che una persona con la calvizie potesse fare ben poco per poter salvare i propri capelli ora è cambiata, e quello che avevo previsto una decina di anni fa è in parte avvenuto, lo stile di vita, l’alimentazione e la lotta contro lo stress sono diventati dei fattori fondamentali per poter rendere sempre più efficaci le nuove strategie anticalvizie che si sono sviluppate in questi ultimi anni.
10 milioni di persone hanno questo problema
In Italia sono almeno otto milioni di uomini e due milioni di donne che hanno problemi di capelli. La calvizie femminile ha poco a che fare con l’alopecia androgenetica. Le cause possono essere tante e diverse, vedremo cosa fare e quali strategie adottare in una sezione a parte. Saranno prese in considerazione le novità più interessanti e le prospettive future per poter favorire la ricrescita e la salute dei capelli
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
La melatonina è un ormone prodotto dall’epifisi o ghiandola pineale, in grado di agire sull’ipotalamo regolando il ciclo stagionale, il ritmo sonnoveglia, le risposte immunitarie.
A tutto ciò si aggiunge una spiccata capacità antiossidante e di contrasto dei radicali liberi e quindi di modulazione del processo di invecchiamento cellulare. Anche il follicolo pilifero sintetizza autonomamente melatonina per regolare il ciclo del capello e probabilmente la risposta dei recettori agli ormoni androgeni.
La melatonina agisce come antiossidante a livello delle cellule del follicolo pilifero e modula il ciclo del capello agendo anche come antagonista recettoriale, vale a dire può ridurre o aumentare a seconda della luce la sensibilità agli ormoni androgeni occupandone il loro recettore.
Si è anche visto come la concentrazione di melatonina possa aumentare in concomitanza con il rilascio di noradrenalina dovuto allo stress e si ipotizza che in alcuni casi il follicolo non riesca a produrne sufficienti quantità per contrastare gli effetti poco graditi degli stressor sistemici (Marliani 2012).
La struttura chimica della melatonina, altamente lipofila, le permette di penetrare facilmente all’interno del citoplasma cellulare e già esistono lozioni che la annoverano tra i suoi componenti.
Uno studio comparativo pubblicato nel 2012 dal Dipartimento di dermatologia di Lubecca (Germania) conferma che l’applicazione topica allo 0,0033% può essere utile per contrastare l’alopecia androgenetica, con una diminuzione della seborrea e della dermatite seborroica. Per l’assunzione orale sarebbe meglio farsi consigliare da uno specialista
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
In questi anni la medicina e la chirurgia della calvizie hanno fatto notevoli progressi e questo ci permette di fruire di nuove armi per contrastare la calvizie comune e cercare di invertire il processo di diradamento tipico di questa affezione. In questa nuova edizione saranno prese in considerazione le reali novità nel campo delle patologie dei capelli, mantentenendo sempre la stessa filosofia, cercando di dare sempre dei riferimenti scientifici su quello che è enunciato nel manuale.
La convinzione comune che una persona con la calvizie potesse fare ben poco per poter salvare i propri capelli ora è cambiata, e quello che avevo previsto una decina di anni fa è in parte avvenuto, Lo stile di vita, l’alimentazione e la lotta contro lo stress sono diventati dei fattori fondamentali per poter rendere sempre più efficaci le nuove strategie anticalvizie che si sono sviluppate in questi ultimi anni. Devo dire grazie a chi ha creduto al mio progetto e a tutti quelli che mi hanno scritto e chiesto consigli e suggerimenti. Ancora oggi è difficile districarsi nel mondo delle “false promesse” e per questo motivo vi consiglio di dubitare sempre di chi fa promesse miracolose e vi propone di firmare in bianco preventivi esorbitanti.
“Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni Fabrizio Fantini
Questa nuova edizione ha l’obiettivo di essere accessibile a tutti, accompagnando il lettore in un percorso anticalvizie semplice e chiaro e con tutti gli strumenti attualmente a disposizione per riuscire a salvare la propria capigliatura.
Alla fine di ogni capitolo troverete dei consigli pratici per procedere rapidamente alla miglior strategia anticalvizie che fa al caso vostro. Prima cosa sarà individuare nelle tabelle i fattori che potrebebro peggiorare la vostra calvizie.
Bisogna impegnarsi a cambiare leggermente il proprio stile di vita, aggiungendo cibi benefici per la salute dei capelli, rinunciando a quelli dannosi. L’alimentazione è il primo passo e forse uno dei più importanti per mantenere in salute il nostro organismo e prevenire quei disturbi e quelle alterazioni metaboliche in grado di peggiorare la salute della pelle e dei capelli. Per questo motivo ho messo a disposizione anche in questo manuale, la prima dieta per la salute dei capelli alla luce delle conoscenze attuali. Troverete nel libro un programma dietetico settimanale e un “nutrito” elenco di ricette da preparare a pranzo e a cena.
Sarà molto importate combattere lo stress con metodo e ottimismo prenderemo in considerazione, grazie alla farmacologa ed esperta in medicina naturale Claudia Rossi, anche la psicosomatica per aiutare il lettore ad affrontare a livello emotivo i delicati disturbi psicologici correlati alla ipotrichia e alla perdita dei capelli. Cercheremo di bloccare prima possibile la caduta dei capelli con i farmaci o sostanze naturali che faranno al caso vostro. Descriverò in maniera più dettagliata la nuova tecnica chirurgica FUE e le sue caratteristiche. Prenderò anche in considerazione le ultime novità tra cui l’utilizzo del laser, la tecnica del massaggio del cuoio capelluto, le iniezioni di plasma arricchito di piastrine (PRP), l’utilizzo degli olii essenziali in tricologia.
Seguire i consigli di questo libro in maniera discontinua porterà scarsi risultati e qualche delusione. La lotta contro la calvizie richiede fiducia, entusiasmo, e un po’ di pazienza. Se seguirete con costanza e umiltà i consigli di questo libro potrete ottenere sicuramente degli ottimi risultati. Questo nuovo stile di vita potrà diventare benefico non solo per i vostri capelli e la vostra pelle, ma anche per la vostra la salute in generale. Vi auguro con tutto il cuore di combattere e sconfiggere la calvizie, Buona fortuna!
“Un libro sui capelli e sulla calvizie dedicato agli utenti. Una capacità; di scrittura invidiabile. Un linguaggio semplice e di estrema chiarezza Una accurata ricerca sul campo fra veri esperti e venditori di promesse. Il libro del dr. Fantini offre al lettore una bussola con cui orientarsi e dirigersi, per navigare in quel mare di incertezze che è la tricologia“.
Prof. Andrea Marliani Endocrinologo e Dermatologo
Direttore scientifico della Società Italiana di Tricologia
“Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni Fabrizio Fantini
Il diradamento dei capelli che contraddistingue la calvizie comune il più delle volte è un processo lento e graduale che può essere rallentato e a volte fermato da un insieme di strategie anticalvizie e da uno stile di vita che elencherò in questo testo.
La lotta contro la calvizie, così si potrebbe definire, è un percorso a tappe e solamente la nostra perseveranza potrà permettere di raggiungere grandi risultati. Bloccare l’ormone DHT uno dei maggiori responsabili della calvizie è fondamentale ma in alcuni casi non è sufficiente per avere il massimo del risultato possibile.
Esistono numerosi fattori che contribuiscono a peggiorare la calvizie e che disattivano in parte le nostre strategie anticalvizie. La dermatite seborroica, il telogen effluvium, lo stress e una alimentazione inadeguata contribuiscono infatti a cambiare il decorso della alopecia androgenetica accelerando il processo di diradamento.
Ricordiamo bene una cosa, se grazie ai farmaci riusciremo a bloccare la caduta dei capelli, non vuol dire comunque che il nostro aspetto sarà esteticamente soddisfacente. Solamente curando lo stress con l’attività fisica e il rilassamento, seguendo una alimentazione ricca dei nutrienti principali ed evitando alcool, fumo e eccessi di caffeina, riusciremo a mantenere in salute la nostra pelle e quindi il nostro aspetto sarà in ogni caso sano e piacevole con o senza i capelli in testa.
Nella prima parte sapremo finalmente quali sono le cause della calvizie comune e conosceremo più a fondo gli altri fattori che contribuiscono a peggiorare la calvizie. Il primo capitolo ci farà capire quali sono i meccanismi che fanno perdere i capelli e come il DHT realizzi il messaggio genetico per la calvizie. Il secondo e il terzo capitolo ci spiegano come la calvizie comune possa essere peggiorata da altri fattori concomitanti come il telogen effluvium, la dermatite, l’infiammazione e la fibrosi. I primi capitoli hanno un piccolo riassunto finale per chi vuole saltare gli argomenti che non interessano e andare direttamente ai capitoli principali senza perdere i concetti più importanti. Eventualmente tornerete in seguito sugli argomenti saltati.
Scopriremo come lo stress, uno stile di vita e una alimentazione inadeguati possono provocare il telogen effluvium, abbondante e temporanea caduta dei capelli che contribuisce a far peggiorare la calvizie e rende vane le nostre strategie anticalvizie.
La parte seconda ci introduce finalmente ai capitoli più importanti. Vedremo come in molti casi è possibile arrestare la caduta dei capelli utilizzando sostanze anti DHT grazie anche all’ausilio dei più importanti medici specialisti in questo settore elencati alla fine del testo.
Sarà opportuno seguire i 5 pilastri per contrastare la calvizie con la sesta opzione chirurgica nei casi più gravi. Bloccare il DHT non basta occorre mantenere in equilibrio la salute dei nostri capelli con una dieta adeguata e ricca di tutti i principi nutritivi. Nei capitoli successivi ho cercato di approfondire l’argomento alimentazione, aspetto fin troppo trascurato in questo settore. Bisogna cercare di dare preferenza al pesce, alla soia, alla carne magra ricca degli aminoacidi costituenti della cheratina dei capelli. Anche le vitamine e gli oligoelementi sono importanti e vedremo come garantirci il giusto apporto vitaminico evitando le carenze. Bisogna anche scegliere alimenti con basso indice glicemico, cioè cibi che non provochino il rilascio di glucosio troppo velocemente alterando la produzione di insulina e modificando negli anni l’equilibrio ormonale del nostro organismo. Anche la scelta dei grassi è fondamentale. È importante infatti ridurre drasticamente i grassi saturi di origine animale e aumentare l’assunzione di pesce “grasso” cioè ricco di Omega 3.
Un equilibrio perfetto di tutti questi principi nutritivi permetterà di mantenerci in salute e contribuirà a evitare condizioni fisiologiche potenzialmente dannose per i capelli.
Alcuni estratti di piante medicinali e alcuni alimenti sono utili per la salute dei capelli e bisogna dare priorità a questi cercando di evitarne altri invece dannosi. Nel capitolo successivo sono elencati alcuni consigli pratici per la salute dei capelli. Lo stile di vita e alcuni fattori ambientali possono contribuire a danneggiare lo stato dei nostri capelli, l’obiettivo sarà quello di non peggiorare la situazione.
Altro argomento sempre citato ma altrettanto trascurato è quello dello stress. Lo stress cronico può creare disturbi e malattie e in alcuni casi provoca perdita di capelli che contribuisce a peggiorare la calvizie comune. Dopo aver visto perché lo stress fa perdere i capelli vedremo nel capitolo 15 come alcune strategie comportamentali, l’attività fisica e il rilassamento potranno aiutarci a contrastare lo stress. Non si sa quanto una l’alimentazione inadeguata e lo stress possano incidere sullo stato di salute dei nostri capelli, ma una cosa è certa il controllo di questi due fattori è essenziale per mantenere in equilibrio il metabolismo del follicolo pilifero.
La parte sulla chirurgia della calvizie è stato scritta per far chiarezza sulla reale efficacia di questo metodica cercando anche di districare il lettore dalla confusione che c’è in questo campo. Infatti l’autotrapianto di capelli potrà dare buoni risultati se effettuato da un chirurgo qualificato e conosciuto dalla comunità scientifica. I risultati saranno diversi da individuo a individuo perché dipendono dalla situazione di partenza, dalla densità e spessore dei capelli rimasti che saranno impiantati sulla zona calva, dalle reali aspettative del paziente che possono essere troppo ottimistiche. L’importante è che il chirurgo spieghi l’obiettivo realisticamente raggiungibile senza promettere risultati miracolosi. Ricordo che il trapianto di capelli artificiali è proibito dall’FDA americano, che il trapianto a isole è una vecchia metodica superata ormai dall’autotrapianto, che il così detto trapianto passivo non è altro che incollare con una colla chirurgica una pellicina di cute sintetica con attaccati i capelli di qualcun altro.
Un altro capitolo importante è quello dei così detti “venditori di false promesse”, visto che nelle pubblicità su giornali e spesso anche per televisione questi signori ci promettono risultati miracolosi sono andato di persona a vedere di che terapie si trattano. Anche perché sulle pubblicità non si capisce mai che cosa ti propongono. Alla fine del mio tortuoso e a volte divertente percorso ho scoperto con fatica che le cure miracolose consistono in parrucchini e similari, cure con ozono, impacchi di argilla, fiale di sostanze sconosciute e miracolose preparate apposta per me in laboratori esteri, applicazione di dannose ventose per aumentare la circolazione, fiale di propoli e pappa reale, tutti trattamenti che non giustificano l’esborso il più delle volte di migliaia di euro. Quindi diffidare se non è presente un dermatologo e se i prezzi sono troppo elevati. Non tutti lo sanno ma esistono invece centri dermatologici Universitari e privati in cui si studia la patologia del capello e dove dermatologi qualificati sono in grado di curare i problemi dei capelli. La maggioranza di questi dermatologi e chirurghi della calvizie sono riuniti in associazioni e si mantengono costantemente aggiornati organizzando e partecipando ai congressi nazionali e internazionali più importanti. È per questo che ho messo alla fine della guida un elenco dei medici di queste società, anche perché quando si ha un problema di capelli non si sa mai bene a chi rivolgersi!
Nella parte settima “per saperne di più” vedremo un po’ le curiosità sui capelli, una specie di vero o falso per smitizzare i luoghi comuni e le convinzioni errate sulla salute dei capelli. Vedremo anche come fare per coprire cosmeticamente un diradamento. Per chi lo vuole c’è anche un approfondimento sulla struttura e ciclo del capello per capire almeno in parte la complessa struttura del follicolo pilifero.
Spero tanto che questo manuale possa diventare un compagno utile e prezioso nella lotta contro la calvizie, buona fortuna!
“Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni Fabrizio Fantini
Per anni nell’immaginario collettivo era radicata la convinzione che il testosterone, l’ormone maschile per eccellenza, simbolo di forza e virilità, fosse anche il maggior responsabile della calvizie. La calvizie comune comincia il suo percorso proprio quando inizia lo sviluppo sessuale maschile e i livelli di testosterone aumentano per permetterci di diventare uomini. Il testosterone, infatti, è fondamentale per la maturazione sessuale, responsabile dell’aumento della massa muscolare, del desiderio sessuale e dello sviluppo dei caratteri secondari maschili.
James Hamilton nel 1942 dimostrò la correlazione tra immaturità sessuale e mancanza di calvizie comune: quei ragazzi che non avevano avuto una maturità sessuale a causa di una insufficienza testicolare non presentavano alcuna calvizie. La somministrazione successiva di testosterone a uomini sessualmente immaturi provocava in molti casi l’inizio della calvizie e dimostrava la connessione diretta tra livelli normali di androgeni e l’insorgere della perdita dei capelli.
Studi più recenti hanno dimostrato invece che il tasso di testosterone nel sangue di uomini con o senza calvizie sono pressoché identici e comunque non sono necessari livelli extrafisiologici di ormoni maschili per determinare la calvizie comune.
Questo era un primo indizio sulla “innocenza” del testosterone. La risposta anomala ai livelli di ormoni sessuali maschili nella calvizie comune era dovuto a qualche altra ragione.
Manca sicuramente un passaggio per trovare il colpevole di milioni di teste pelate soprattutto europee, in quanto la predisposizione genetica alla calvizie è meno presente nelle razze asiatiche e africane con un rapporto 4 a 1 a favore di quest’ultime. Infatti i gruppi etnici di origine europea (caucasoide) hanno una maggior predisposizione ereditaria per la calvizie comune e ormai gli studi hanno confermato come nel maschio la calvizie non dipenda da un eccesso di ormoni androgeni, ma solo da una maggiore sensibilità del capello a questi ormoni.
E qui entra in gioco il DHT, abbreviazione di un nome difficile da pronunciare, il Diidrotestosterone, ormone fino a qualche anno fa meno famoso del testosterone e che invece in questi ultimi tempi tutti cercano di bloccare. Durante lo sviluppo sessuale il DHT va di pari passo con il testosterone agendo sulla crescita di vari organi androgeno dipendenti, come ad esempio la prostata e facendo crescere i peli della barba, del pube, delle orecchie e delle narici.
Testosterone
Diidrotestosterone (DHT)
Sviluppo organi sessuali maschili
Comparsa peli della barba, delle orecchie e delle narici.
Spermatogenesi
Ipertrofia prostatica benigna
Aumento massa muscolare e modificazione della voce
Acne
Sviluppo peli ascellari e pubici
Calvizie comune (nei soggetti predisposti geneticamente)
Desiderio e attività sessuale
Ingrossamento della prostata dopo i cinquant’anni (Ipertrofia prostatica benigna) nei soggetti predisposti geneticamente
Tabella 1.1
Il DHT deriva dal testosterone grazie a un enzima, la 5-alfa-reduttasi che con le sue due forme (isoenzima II e isoenzima I) catalizza la trasformazione del testosterone in vari organi del corpo. La 5-alfa-reduttasi di tipo I “promuove” la reazione a livello della ghiandola sebacea, mentre quella di tipo II agisce a livello della prostata e del follicolo pilifero trasformando Dottor Jekill, il testosterone, in DHT, il nostro Mister Hide!
Nel nostro bizzarro e immaginario processo il testosterone verrebbe finalmente assolto per insufficienza di prove. L’avvocato difensore potrebbe osservare che anche se la presenza del proprio cliente (il testosterone) è indispensabile per la stessa esistenza del DHT, ciò non è sufficiente per poter dimostrare alcuna complicità se non inconsapevole. Il vero colpevole è il DHT! Ed è proprio curioso come l’ormone DHT, fondamentale durante la crescita per lo sviluppo sessuale nel sesso maschile, nel resto della vita concentri tutti i suoi sforzi principalmente su due attività poco “simpatiche”: ingrossare la prostata e provocare la perdita dei capelli! Continua
“Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni Fabrizio Fantini
La mela Annurca è presente nel suolo e nelle coltivazioni campane da almeno duemila anni. Il suo estratto riduce i tassi di colesterolo nel sangue. Ha anche un buon contenuto in vitamine B1, B2, PP e C, oltre che di minerali (potassio, ferro, fosforo, manganese), ricca di fibre, regola le funzioni intestinali, è diuretica, particolarmente adatta ai bambini ed agli anziani, è indicata spesso nelle diete ai malati e in particolare ai diabetici
Anche l’estratto di mela Annurca annovera tra i suoi componenti proantociani di tipo B2. In uno studio recente effettuato al dipartimento di farmacia dell’Università di Napoli e pubblicato a gennaio 2018 sul Journal medicin Food l’estratto polifenolico di questa conosciuta varietà di mela del sud Italia, ha dimostrato di essere un componente sicuro e efficace nel promuovere la ricrescita dei capelli sia in vitro che in vivo nell’uomo tramite una formulazione orale. Lo studio ha anche in parte dimostrato che questa miscela di procianidine ha aumentato la produzione della cheratina in vitro e un miglioramento della densità e della crescita dei capelli nell’uomo. Per introdurre una quantità sufficiente di procianidine B2 bisogna mangiare circa 5-6 mele annurca al giorno. Anche l’uva rossa e l’orzo contengono buone quantità di procianidine. E’ importante che il concentrato di procianidine B2 sia estratto da Mele annurca campane IGP
Trovalo subito le farmacie di riferimento:
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“Il nostro corpo è abitato da oltre 600 generi e 10.000 specie diverse di batteri, 10 volte più numerosi delle cellule del nostro organismo“: FALSO
Anche se questa affermazione è tratta da un articolo recente redatto da una dermatologa del settore, esistono già da anni studi come quello di Roy Sender che confermano quanto sia importante sapere l’ordine di grandezza delle cellule e dei batteri del nostro corpo e che questo rapporto di 10:1 sia frutto di un errore di calcolo risalente agli anni 70!!!
Con le stime riviste per il numero di cellule umane (3.0 ∙ 10 13 ) e batteriche (3.8 ∙ 10 13 ) nel corpo, invece si può fornire una stima aggiornata sulla popolazione di maschi standard di 70 kg. Questo valore B / H di circa 1: 1 (con l’intervallo di incertezza associato) dovrebbe sostituire i valori 10: 1 o 100:1
Vai alla fine dell’articolo per leggere le conclusioni di Sender e collaboratori.
Ma veniamo al Microbioma del follicolo pilifero
La pelle e i capelli umani ospitano una vasta gamma di microrganismi e l’equilibrio tra le forme commensali e quelle potenzialmente dannose è cruciale per la salute di pelle e capelli.
Il microbioma sulla superficie della pelle umana è stato ampiamente studiato, mentre esistono meno studi riguardo quello del derma e del follicolo pilifero. E’ stato scoperto che i follicoli piliferi ospitano il 25% della popolazione microbica cutanea.
Gli studi di sequenziamento del DNA hanno rivelato l’esistenza di microrganismi all’interno del derma, mentre i follicoli piliferi e le ghiandole eccrine ospitano comunità microbiche distinte. Pertanto, esiste un grande potenziale nello studio del microbioma del follicolo pilifero.
Uno studio pubblicato nel 2019 sulla rivista scientifica Plos One ha dimostrato una maggior concentrazione di alcuni ceppi batterici (microbiota) nei soggetti con Alopecia androgenetica rispetto al gruppo di controllo che non perdeva i capelli.
L’obiettivo principale era quello di capire almeno in parte il ruolo della microflora batterica nella alopecia androgenetica. Infatti, oltre che la Malassezia e le sue sottospecie, il cuoio capelluto umano presenta numerose specie batteriche differenti in concentrazione nelle varie zone del follicolo pilifero (papilla dermica, zona mediana con bulge e inserzione muscolo erettore del pelo e zona superiore dell’infundibolo). I pazienti arruolati con alopecia androgenetica erano 20, il gruppo di controllo 10.
L’Istituto di Microbiologia medica e di dermatologia sperimentale dell’Università di Singapore ha anche analizzato il microbioma e le differenze geniche tra i vari ceppi. Nella zona intermedia dell’istmo era predominante il Burkholderia spp, mentre nelle altre zone non c’erano differenze significative. Solo nella zona del vertice dei capelli miniaturizzati con alopecia androgenetica è stata riscontrata una maggior concentrazione di Propionibacterium acnes rispetto alle aree del vertice dei soggetti sani senza perdita di capelli.
Ipotesi sul ruolo del Propionabacterium acnes
È stato a lungo ipotizzato che P. acnes sia coinvolto nella patogenesi dell’AGA: in questo studio segnaliamo per la prima volta un notevole aumento di P.acnes nei capelli miniaturizzati.
P. acnes è un comune patogeno opportunistico della superficie della pelle, ed è presente nel follicolo pilifero e nella ghiandola sebacea
Maggiori concentrazioni di P. acnes sono state individuate nel cuoio capelluto normale senza lesioni di pazienti con dermatite seborroica.
L’iperplasia delle ghiandole sebacee nell’AGA può aumentare la proliferazione di P. acnes in quanto il batterio si nutre di lipidi e acidi grassi. Come nell’acnes vulgaris, un’alterata composizione di sebo con un aumento dello squalene perossidato provoca la proliferazione di P. acnes e tali cambiamenti possono verificarsi anche nel caso di alopecia androgenetica
Il P. acnes induce risposte infiammatorie ed è noto come uno dei fattori causali per l’acnes vulgaris. È dimostrato che la sua virulenza nel follicolo pilifero causa la caduta dei capelli. Inoltre,come è stato sottolineato precedentemente, è interessante notare l’aumento dell’abbondanza di P. acnes nei campioni occipitali, suggerendo la possibilità che un aumento del sebo nel cuoio capelluto possa causare cambiamenti nel microbioma.
Inoltre, l’analisi filogenetica ha rivelato che P. acnes comprende quattro ceppi distinti, ciascuno con delle differenze nell’indurre risposte infiammatorie e con diversi gradi di virulenza. Saranno necessari ulteriori studi per capire il ruolo effettivo del P.acnes nella Alopecia androgenetica
Il microbiota cutaneo è l’insieme dei microrganismi simbiontici che occupa la pelle. Il microbioma è l’insieme dei geni del microbiota
Vi consiglio di diffidare di chi pubblica utilizzando la sua apparente autorità usando dei copia-incolla dagli articoli inediti di altri autori compreso quelli del sottoscritto.
Dott. Fabrizio Fantini
Questo è un estratto dello studio pubblicato su PLoS One. 2019; 14(5): e0216330, dal titolo “Microbiome in the hair follicle of androgenetic alopecia patients“
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
Purtroppo non solo nell’ambito giornalistico, ma anche scientifico si sta propagando la brutta abitudine del COPIA-INCOLLA causa di una diffusione di informazioni scientifiche errate in quanto l’autore non controlla realmente la fonte. l’onestà e il rigore scientifici dovrebbe essere sempre alla base della ricerca e della divulgazione scientifica e non frutto di una lacunosa ricerca bibliografica
Ron Sender e collaboratori, autori dello studio, concludono che il rapporto 10 a 1 tra batteri e cellule umane è falso, in realtà il rapporto è più vicino a 1:1
“Dovremmo preoccuparci del numero assoluto di cellule umane nel corpo o del rapporto tra cellule batteriche e cellule umane? L’aggiornamento del rapporto tra batteri e cellule umane da 10: 1 o 100: 1 a più vicino a 1: 1 non toglie l’importanza biologica del microbiota. Tuttavia, siamo convinti che un numero ampiamente affermato dovrebbe essere basato sui migliori dati disponibili, servendo a mantenere rigoroso il discorso biologico quantitativo.
Lo studio dei numeri assoluti è rilevante anche per questioni biologiche specifiche. Ad esempio, uno studio recente ha mostrato come conoscere il numero di cellule in diversi tessuti possa essere un indicatore importante per comprendere la variazione del rischio di cancro tra i tessuti.
Altre applicazioni si riferiscono ai processi dinamici di sviluppo e accumulo di mutazioni. Infine, il tipo di focalizzazione numerica qui esercitata rivela e attira l’attenzione sulle lacune di conoscenza come la densità della popolazione batterica nel colon prossimale e quanto bene siano rappresentate dagli attuali metodi di analisi. Così, attraverso questo studio, siamo diventati consapevoli dei promettenti passi avanti nell’adempimento della massima delfica del “conosci te stesso” da una prospettiva quantitativa.
Ron Sender ,Shai Fuchs , e Ron Milo “Stime riviste per il numero di cellule umane e batteriche nel corpo” Biol. 2016 ago; 14 (8): e1002533.Pubblicato online il 19 agosto 2016. Doi: 10.1371 / journal.pbio.1002533PMCID: PMC499
La tecnica chirurgica dell’autotrapianto di capelli è ormai una metodica sofisticata e efficace che ci permette di poter combattere la calvizie con un’arma in più. La tecnica dell’autotrapianto permette di trapiantare capelli della zona dietro la nuca non soggetti a caduta e impiantarli nelle zone calve.
L’autotrapianto di capelli consente di ottenere risultati permanenti, in quanto la maggior parte dei capelli prelevati dalla nuca e impiantati nell’area calva non cadranno (circa l’ 80-90%).
Una cicatrice di circa 12-15 cm di lunghezza rimarrà dietro la nuca (area donatrice) nascosta dai capelli.
La caduta dei capelli circostanti all’area calva si deve essere stabilizzata, se no si incorre al rischio del diradamento dei capelli intorno all’area del trapianto.
Maggiore sarà l’area da ricoprire, minore sarà la densità finale raggiunta.
Maggiore sarà la densità dell’area donatrice, più capelli si potranno impiantare nell’area calva.
Per avere un buon rinfoltimento occorre nella maggior parte dei casi sottoporsi a più di una seduta.
Il numero di capelli trapiantabile in una singola seduta varia a seconda della densità dei capelli e dalla grandezza della striscia prelevata
Lo stesso numero di capelli impiantati ma di colore e di diametro diversi possono dare risultati diversi.
La tecnica FUE (follicular unit escission) è una nuova tecnica chirurgica che consiste nel prelevare le unità follicolari dalla zona dietro la nuca per poi impiantarli nella zona calva. Con questa tecnica non c’è più bisogno di asportare una striscia di pelle come nell’autotrapianto tradizionale e i follicoli vengono asportati sfruttando una area della zona posteriore del capo molto più ampia (circa 30cm x 15cm).
Il paziente deve rasare una gran parte della zona posteriore del capo e gli rimarranno dei minuscoli fori che corrispondono alle aree dei prelievi. Il chirurgo innesta poi follicoli nella zona calva come nella tecnica dell’autotrapianto. I follicoli dei capelli sono estratti uno ad uno dalla parte donatrice (nuca) e riimpiantati con un unico strumento.
La Fue (escissione di Unità Follicolare ) è un metodo considerato minimamente invasivo per il rinfoltimento dei capelli, perché non prevede l’utilizzo di losanghe di cuoio capelluto prelevate dalla regione nucale. Il procedimento F.U.E. non comprende le procedure comunemente conosciute come ‘strip extraction’; non viene quindi effettuato nessun taglio e nessuna rimozione di cute dallo scalpo. Sebbene il prelievo della striscia singola sia un metodo molto efficace per ottenere il tessuto da cui isolare le unità follicolari, esso comporta la formazione di una cicatrice lineare. Se la tecnica viene realizzata in modo scrupoloso, prelevando strisce sottili , le cicatrici che ne derivano saranno impercettibili, ma se le strisce prelevate sono di dimensioni eccessive, le cicatrici possono diventare inaccettabili. Di conseguenza numerosi pazienti non sono propensi a sottoporsi a una procedura che comporta un’estesa cicatrice lineare potenzialmente difficile da trattare; Inoltre è necessario radere a zero i pazienti e spesso ciò non viene accettato di buon grado soprattutto nel sesso femminile. I follicoli dei capelli sono estratti uno ad uno dalla parte donatrice (nuca) e riimpiantati con un unico strumento.
Visto che le pinzette utilizzate sono molto sottili, la tecnica FUE lascia dei puntini come unici segni nella zona donatrice che possono essere notati solo da vicino.
Si tratta di un apparecchio elettrico a velocità di rotazione variabile, che viene usato anche dai dentisti.Recentemente, l’utilizzo micromotore è diventato popolare nella tecnica FUE, in quanto è in grado di estrarre più velocemente gli innesti.
La FUE è indicata nei seguenti casi
:
sufficienti innesti per soddisfare le sue
necessità;
– nei pazienti con perdita di capelli limitata
– quando
anche la presenza di una cicatrice lineare sottile è inaccettata (soggetti che
si radono a zero i capelli o li portano sempre molto corti),
– quando il paziente richiede la FUE nei pazienti con alopecia in piccole aree calve del vertice;
– per aree
estetiche limitate, come le punte centrali, le sopracciglia, le ciglia, i
baffi;
– per aree
limitate di alopecia secondaria a condizioni dermatologiche;
– nel
trattamento di ampie zone cicatriziali secondarie a prelievo tradizionale dello
strip;
– nei
pazienti con insufficiente elasticità del cuoio capelluto per l’escissione di
una striscia;
– per
processi cicatriziali dovuti a condizioni dermatologiche, traumi o procedure
neurochirurgiche;
– per
soggetti con aree donatrici molto deturpate da una cicatrice, con conseguente
difficoltà a realizzare una incisione lineare:
– nei
pazienti che tendono a formare cicatrici lineari ampie o ispessite o cheloidee.
– nei
pazienti che hanno eccessiva paura del dolore o delle cicatrici;
– quando il corpo o la barba fungono da aree donatrici.
Sappiamo bene che la Alopecia androgenetica ha bisogno di due fattori perchè possa portare alla calvizie vera e propria e a un diradamento irreversibile: la presenza di un eccesso di ormoni androgeni (soprattutto il DHT a livello periferico) e la predisposizione ereditaria. E’ possibile contrastare l’azione del DHT, il killer dei capelli?
Serenoa Repens
Esistono alcune sostanze naturali, in grado di contrastare il DHT (l’effettore genetico della calvizie) la cui più conosciuta è la serenoa repens. La serenoa repens non solo inibisce in parte la 5 Alfa reduttasi, enzima in grado di convertire il Testosterone nel più pericoloso DHT, ma agisce anche come antagonista recettoriale, vale a dire entra in competizione per lo stesso recettore degli androgeni impedendodone in parte la loro azione.
Gli acidi grassi contenuti nella Serenoa Repens hanno anche una azione antinfiammatoria, un arma in più per contrastare l’infiammazione molto spesso presente nel cuoio capelluto di chi soffre di calvizie comune.
Meccanismi d’azione della Serenoa Repens
A) Contrasta la produzione del DHT, IL “Killer dei capelli”.
La Serenoa Repens inibisce entrambi gli enzimi della 5 alfa reduttasi (tipo I e II), sia nelle cellule epiteliali prostatiche che nelle cellule follicolari umane, riducendo di fatto la produzione di Diidrotestosterone (DHT) a partire dal testosterone.
B) Impedisce al DHT di legarsi ai recettori delle cellule del follicolo pilo-sebaceo.
Il DHT, una volta prodotto a partire dal testosterone si lega a un recettore delle cellule dei follicoli piliferi. Alcuni fitosteroli come la betasitosterina presenti nell’estratto secco della serenoa entrano in competizione con il DHT per legarsi a questi recettori e inattivare in parte l’azione di questo ormone.
Alcuni componenti della serenoa inibiscono la ciclossigenasi, enzima fondamentale per la produzione di prostaglandine e quindi la pianta ha anche un’azione antinfiammatoria.
D) Blanda azione antiestrogena.
Moderata inibizione dei recettori degli estrogeni. La betasitosterina dopo l’inattivazione parziale della 5 alfa reduttasi si aromatizza, comportandosi come un estrogeno debole:
“La blanda stimolazione estrogenica può, per attivazione della adenilciclasi di membrana, stimolare le mitosi della matrice, contribuire al mantenimento dell’anagen ed alla ottimizzazione della fase catagen”(A.Marliani).
Altra caratteristica della Serenoa è di non modificare i valori del PSA. Sembra che non alteri il quadro ormonale sistemico, né provochi disfunzione erettile. Per quanto riguarda l’azione topica esistono varie lozioni che la annoverano tra i loro componenti. Uno studio effettuato dal Dipartimento di Dermatologia dell’Università La Sapienza di Roma, suggerisce che la serenoa repens sia più efficace nella zona del vertice.
A. Rossi, E. Mari, M.Scarnò e altri. “Comparitive Effectiveness and Finasteride Vs Serenoa Repens in Male Androgenetic Alopecia: A Two-Year Study“October 1, 2012 Letter Find in PubMedhttps://doi.org/10.1177/039463201202500435
“Serenoa repens extracts promote hair regeneration and repair of hair loss mouse models by activating TGF-β and mitochondrial signaling pathway”H.-L. Zhu, Y.-H. Gao, J.-Q. Yang, J.-B. Li, J. Gao-Dermatological Department, Jiangyin Hospital Affiliated to Nanjing University of TCM, Jiangyin, China. weeileef@yeah.net-Eur Rev Med Pharmacol Sci 2018; 22 (12): 4000-4008
L’essere nata femmina è un dono: alla donna viene conferita la capacità di dare la vita e statisticamente ha una salute migliore e una vita più lunga. Un tempo, inoltre, le donne raramente subivano il “calvario” di affrontare appunto il problema delle calvizie.
Nella società moderna, dove la donna si sostituisce spesso volente o nolente al ruolo maschile, si è diffusa la calvizie femminile: come se le donne si volessero far carico anche di uno dei pochi problemi specifici del genere maschile: la perdita dei capelli.
L’aspetto psicologico del problema, è un argomento molto delicato, in quanto per una donna la salute dei capelli assume una maggior rilevanza che nell’uomo, essendo indice di bellezza e femminilità.
Di conseguenza l’alopecia da lieve a moderata getta, giustamente, la donna in uno stato di profonda preoccupazione e disagio che ingenera per stress un aggravio del problema, all’interno di un circolo vizioso che si autoalimenta e da cui pare difficile uscirne.
Innanzitutto, affrontare con consapevolezza il problema e il relativo disagio psicologico è il primo atto di coraggio che la donna deve intraprendere per risolverlo.
Inoltre sapere che si può guarire e che il corpo è capace di fare piccoli miracoli, se solo gli diamo fiducia e attenzione, è già garantirsi la vittoria.
Per fare questo però non si può prescindere dall’aspetto inconscio collegato al problema. La psiche e il corpo viaggiano all’unisono, soprattutto in questo contesto: quindi oltre alle cure, all’alimentazione, ai farmaci naturali e non, per prima norma cominciamo ad accudire con amore la femmina che è in noi…
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Non si può risolvere una calvizie femminile e il relativo indotto psicologico se non si va a ricercarne le cause psichiche che l’hanno generata. La correlazione psiche-salute ormai da anni è riconosciuta come base su cui partire per ottenere guarigioni complete.
Le cause psichiche che possono aver dato il via alla perdita dei capelli sono fondamentalmente di 5 tipi:
TRAUMI
SEPARAZIONI AFFETTIVE
LUTTI
FALLIMENTI
STRESS di VARIA NATURA
Omeopatia, fiori di Bach, olii essenziali, fitoterapia, meditazione, rilassamento e massaggio al cuoio capelluto, attività sportiva e allungamenti, gestione del tempo libero queste sono le principali strategie per aiutare l’organismo a riequilibrare l’equilibrio corpo-mente
Nel sesso femminile è importante andare a indagare delle eventuali carenze vitaminiche o squilibri ormonali
La calvizie comune è una tipica situazione maschile, ma anche il sesso femminile è colpito dall’alopecia e più frequentemente di quanto si pensi.
Mentre nel sesso “forte” la calvizie si fa strada più frequentemente tra i 20 e 30 anni, nel “gentil” sesso comincia le sue apparizioni dopo i 30-35 anni, anche se in maniera meno frequente e meno grave. Nella donna la perdita di capelli è più omogenea e il diradamento coinvolge tutta l’area androgeno dipendente risparmiando però l’attaccatura dei capelli. Nel sesso femminile non avviene nella maggior parte dei casi l’arretramento della linea dei capelli tipico della situazione maschile (recessione frontotemporale). Per la donna è stata codificata la scala di Ludwig che permette di valutare tre gradi di diradamento.
Il Capitolo completo sulla Calvizie Femminile lo puoi trovare su “Prevenire e contrastare la caduta dei capelli” tecniche nuove edizioni, in tutte le librerie oppure online
Anche in questo caso entrano in gioco gli ormoni androgeni e spesso l’amplificazione della loro azione è dovuta a dei cambiamenti ormonali in cui gli ormoni estrogeni e il progesterone vengono prodotti in minor quantità e non possono esplicare la loro azione di difesa.
L’alopecia “androgenetica” femminile può iniziare quindi, proprio quando ci sono questi cambiamenti, ad esempio dopo la fine di una terapia contraccettiva o dopo un parto, cioè quando i tassi di estrogeni calano repentinamente. Nella donna in post menopausa si ha una diminuzione delle secrezioni ovariche con un aumento degli ormoni androgeni e una diminuzione di un enzima importante come l’aromatasi, capace di convertire testosterone in estrogeni.In menopausa si ha una probabile perdita di calcio, magnesio e silicio, minerali importanti anche per i capelli.
E’ molto importante valutare i parametri ematici (soprattutto il ferro e la Ferritina), in quanto i range di normalità in Tricologia sono un po più restrittivi
Valori normali in Medicina Valori normali in Tricologia
Albumina 3,5-5 gr/dl ›4,5 gr/dl
Calcemia 8,5-10 mg 9-10 mg
Ferritina 12-200 ng/ml ›40 ng/ml
Sideremia 40-16 mcg/dl ›60 mcg/dl
Acido folico 1,8-12 ng/ml ›3 ng/ml
Magnesio 1,3-2,1 mEq/L ›1,8 mEq/L
Proteine totali 6-8 g/dl ›6,5 g/dl
Rame 70-160 mcg/dl 80-120 mcg/dl
Vit. A 30-65 mcg/dl 40-65 mcg/dl
Vit. B 6 3,6-18 ng/ml ›5 ng/ml
Vit. B 12 220-940 pg/ml › 300 pg/ml
Vit. C 0,6-2,0 mg/dl ›8 mg/dl
Vit. D 1,5-3,5 ng/ml 2-3 ng/ml
Zinco 70-150 mcg/dl ›80 mcg/dl
Tab.
10.1 Fonte: “lezioni di Tricologia” 2003, A. Marliani
Nel sesso maschile, il tasso di androgeni circolanti nel sangue è più o meno uguale nel calvo e nel non calvo. Nel sesso femminile è invece importante andare ad indagare se la calvizie non sia dovuta ad un eccesso di androgeni dovuto ad alcune affezioni riguardanti le ghiandole endocrine. Soprattutto le ovaie, le surrenali e la tiroide influenzano in maniera determinante la produzione degli ormoni sessuali nel sesso femminile. Alcuni parametri potranno essere utili affinché l’endocrinologo e il dermatologo possano individuare un’eventuale disfunzione endocrina.
Esami
per individuare iperandrogenismo e alterazioni ormonali nel sesso femminile
Δ4 ANDROSTENEDIONEDHEA-S
(deidroepiandrosterone)3α-DIOL-GSHBG (proteina che
trasporta gli ormoni sessuali)LH (ormone luteinizzante)FSH (follicolo stimolante)PROLATTINATSH T4, T3
Il primo “farmaco” che introduciamo nel nostro corpo costantemente tutti i giorni è il cibo.La quantità e la qualità dell’alimentazione influiscono più di ogni altra cosa sulla nostra salute generale e anche sull’integrità dei nostri capelli. Uno dei modi in cui il cibo agisce sulla nostra salute è il controllo che ha sui livelli ormonali del nostro organismo.
Gli ormoni sono delle sostanze prodotte dalle ghiandole endocrine in grado di modulare le informazioni e mandare i messaggi ai vari distretti corporei attraverso il circolo sanguigno . Gli ormoni permettono che la fitta rete di informazioni che scorre tra i vari organi funzioni perfettamente.
Ad esempio dopo aver mangiato un piatto di pasta il glucosio nel sangue “avverte” le cellule beta del Pancreas di produrre un ormone fondamentale per il metabolismo energetico: l’insulina.
L’insulina manda il messaggio di “abbondanza di sostanze nutrienti” e stimola i vari organi bersaglio di immagazzinare energia, ad esempio le cellule adipose saranno spinte ad aumentare le riserve di glucosio al loro interno.
Uno stato di digiuno o l’assunzione di proteine stimola le cellule alfa del pancreas a produrre un altro ormone, il glucagone che manderà il messaggio al fegato di stoccare glucosio per i bisogni energetici dell’organismo.
In questi ultimi anni il concetto di ormone si è modificato e ampliato. Un ormone può svolgere anche una azione “locale” sullo stesso insieme di cellule che l’ha prodotto o sulle cellule vicine. Ad esempio gli eicosanoidi sono degli ormoni locali che derivano esclusivamente dagli acidi grassi polinsaturi omega 3 e omega 6, quindi con la dieta sarà possibile modificare la qualità di questi ormoni.
Vedremo come l’alimentazione può influire in parte sugli ormoni e sulla loro attività. Il cibo può influire anche sulla concentrazione degli ormoni sessuali come il testosterone e il “famigerato” DHT.
Gli ormoni controllano inoltre la temperatura del corpo, la fame, la sete, gli istinti sessuali, così come il metabolismo, la funzione immunitaria, la risposta allo stress, lo sviluppo dei caratteri sessuali maschili e femminili ecc.
Il sistema nervoso e le ghiandole endocrine integrano e regolano le innumerevoli funzioni del nostro corpo.
Il sistema nervoso modula le informazioni che arrivano dall’apparato sensoriale e trasmette risposte adeguate ai vari organi che daranno la risposta in maniera coordinata e immediata. Il sistema nervoso permette all’uomo di adattarsi alle condizioni più disparate in maniera ottimale: riceve gli impulsi esterni e da una risposta motoria, immagazzina le esperienze con capacità di ragionamento e astrazione, modula tutto quello che contraddistingue nell’essere umano le “funzioni superiori”.
L’altro sistema è quello delle ghiandole endocrine, che regolano il metabolismo tramite il rilascio nel sangue di sostanze, gli ormoni, che hanno il compito di inviare il messaggio e modulare le informazioni.
La complessa rete d’informazioni è regolata dall’ipotalamo, una specie di centralina collocata nella parte mediana del cervello che riceve dai sensori del sistema nervoso centrale segnali sullo stato fisiologico del nostro organismo. L’ipotalamo manda poi dei fattori di rilascio specifici, che stimolano la vicina ipofisi ad inviare nel sangue una decina d’ormoni che regolano le altre ghiandole endocrine e numerosi organi bersaglio.
Ghiandole endocrine
Ipofisi
Produce numerosi ormoni che regolano le altre ghiandole endocrine (GH, TSH, ACTH, FSH, LH, ecc.)
Epifisi
Regola il ciclo sonno-veglia
Paratiroidi
Controllano la regolazione del calcio con la produzione del paratormone
Tiroide
Controlla il metabolismo e produce tiroxina e triiodotironina
Timo
Controlla la funzione immunitaria
Surreni
Producono cortisolo, adrenalina e noradrenalina, fondamentali per la risposta allo stress. In parte producono anche testosterone soprattutto nel sesso femminile
Pancreas
Produce insulina e glucagone per il controllo dei livelli del glucosio nel sangue.
Ovaie
Producono estrogeni e progesterone nelle donne per lo sviluppo sessuale e la formazione delle cellule uovo
Testicoli
Producono testosterone, e altri ormoni androgeni per lo sviluppo sessuale e la formazione di spermatozoi nell’uomo.
Il sistema delle ghiandole endocrine è quindi una raffinata rete di controllo del nostro organismo che permette un equilibrio del metabolismo e delle funzioni fisiologiche basilari, come il dormire, il mangiare, la riproduzione e gli stimoli sessuali.
I testicoli e in parte le ghiandole surrenali producono il testosterone che è responsabile dello sviluppo sessuale e delle funzioni riproduttive. In particolare permette lo sviluppo degli organi sessuali maschili e dei caratteri secondari come la crescita dei peli del corpo, del cambiamento della voce, dello sviluppo della massa muscolare.
In precedenza abbiamo fatto l’esempio dell’insulina e del glucagone due ormoni prodotti dal pancreas che permettono all’organismo di regolare il glucosio nel sangue.
Quando questi due ormoni con un’azione antagonista agiscono in equilibrio, i livelli di glucosio nel sangue sono ottimali e il nostro organismo è in una situazione ideale ma se ad esempio mangiamo un pasto troppo ricco di carboidrati (zuccheri raffinati, pane, ecc) e con poche proteine, si produce troppa insulina. La troppa insulina provoca un brusco calo della glicemia e il pancreas non riesce a produrre abbastanza glucagone per riportare i tassi di glucosio a livello normale poichè sono le proteine a stimolare la sua produzione.
Viceversa una dieta troppo proteica e con insufficienti carboidrati porta il glucagone a maggiori livelli, con diminuzione d’insulina e portando il nostro cervello che si nutre di glucosio, ad affaticamento, irritabilità, sonnolenza. I due ormoni devono quindi agire in un perfetto equilibrio per controllare i i giusti livelli del glucosio nel sangue.
Un eccessivo consumo di calorie altera questo equilibrio e manda in tilt il sistema ormonale che regola il glucosio. Questo fatto può provocare resistenza all’insulina, e minor tolleranza al glucosio.
Abbiamo visto più volte come il Diidrotestosterone (DHT) viene prodotto a livello del follicolo pilifero a partire dal testosterone grazie all’enzima 5 alfa reduttasi II. Il DHT agisce sul follicolo pilifero mandando il messaggio ereditario per la calvizie nel sesso maschile
Una delle caratteristiche del sistema endocrino è quello di modulare le informazioni tra le varie ghiandole, aumentando o diminuendo la produzione degli ormoni secondo le necessità dell’organismo, e questo succede indirettamente anche per il testosterone e il DHT.
Alcuni autori hanno cercato in questi anni di capire se l’alimentazione poteva influire sui valori di SHBG, la proteina che trasporta nel sangue il testosterone e lo rende inutilizzabile. Siccome solo un 2% del testosterone non è legato a questa proteina, aumentare i livelli di SHBG significa quindi diminuire di fatto il testosterone libero convertibile in DHT a livello della prostata e del follicolo pilifero.
Il Dipartimento di Fisiologia dell’Università di Los Angeles ha condotto uno studio per individuare una dieta in grado di ridurre gli eccessi di insulina, i parametri lipidici e aumentare l’SHBG in un gruppo di uomini obesi. Le conclusioni sono che una attività fisica moderata condotta tre volte alla settimana con una alimentazione ricca di fibre e povera di grassi ha ridotto i livelli di insulina, i parametri lipidici e aumentato l’SHBG, dimostrando di ridurre alcuni fattori di rischio per il cancro alla prostata.
L’Istituto Nazionale dei Tumori di Bethesda (USA) ha effettuato un altro studio su alimentazione e profilo ormonale. Una dieta ricca di fibre, povera di grassi saturi e con maggiori quantità di acidi grassi polinsaturi ha dimostrato di aver aumentato i livelli di SHBG nel sangue rispetto ad un gruppo di uomini che seguivano una dieta povera di fibre e ricca di grassi saturi.
Un altro studio effettuato dalla Scuola di Scienze Biomediche dell’Università di Tasmania, Australia ha confermato come una alimentazione con carne magra (povera di grassi saturi) con aggiunta di soia (Tofu) provochi una riduzione degli ormoni androgeni e del testosterone con aumento della SHBG rispetto al gruppo di uomini che si alimentava di carne grassa o olio di semi di girasole.
Riassumendo:
Alcuni studi hanno dimostrato come l’assunzione di grassi moduli la produzione di testosterone da parte dei testicoli. Una alimentazione con troppi grassi saturi e povera di acidi grassi polinsaturi (omega 3 e omega 6) aumenta i tassi ematici di testosterone
Al contrario la presenza di acidi grassi polinsaturi nella dieta può influire sui livelli di testosterone convertibile in DHT.
Altri studi hanno suggerito come i livelli di insulina possano regolare in parte l’SHBG.
Troppa insulina provoca un aumento considerevole di radicali liberi nel nostro corpo e anche a livello del follicolo pilifero sono stati riscontrati alti livelli del radicale super ossido, un radicale libero dannoso per l’organismo e per il ciclo del capello.
Troppa insulina riduce i livelli di AMP ciclico, molecola fondamentale perché manda il messaggio all’interno delle cellule della matrice del follicolo per attivare il metabolismo energetico del capello.
Una dieta ricca di grassi di origine animale e di cibi con alto indice glicemico aumenta l’insulina e provoca un aumento di testosterone libero maggiormente convertibile in DHT. Nel sesso femminile questo aumento comporta una fattore di rischio per il cancro alla mammella.
Qualche anno fa feci “un’indagine” sui cosiddetti venditori di false promesse in collaborazione con la Federconsumatori. Il fatto che non fossi conosciuto e che il mio primo libro non fosse ancora pubblicato mi permise di compiere l’indagine in prima persona. Le pubblicità sulle reti locali e sui giornali a volte con tiratura nazionale mi avevano spinto a effettuare questa faticosa ma divertente ricerca sui centri tricologici. Lo scopo principale era quello di far sapere al lettore in che cosa consistevano le terapie, se era presente un medico, quanto costavano i trattamenti e da chi venivano effettivamente effettuate le visite.
I risultati della mia ricerca erano stati veramente interessanti, giacché il mercato legato ai problemi di capelli è molto redditizio e le sedi presenti in Italia sono centinaia. I costi erano e sono elevatissimi, dai 400 ai 5000 euro per terapie senza basi scientifiche.
Medico, tricologo professionista o venditore di false promesse?
In nessuna sede ero stato visitato da un medico (tranne una), nessuno di questi signori aveva specificato esattamente le terapie e solo dopo le mie ripetute insistenze avevo avuto alcune sospettose risposte:
“trattamenti composti da formulazioni speciali che agivano in associazione tra loro (ma senza specificare che sostanze fossero)“; qualcuno, dopo le mie insistenze mi confessava che si trattavano di fiale di propoli e pappa reale, trattamenti con ozono e impacchi di argilla, massaggi e pompaggio con ventose, il tutto per dei costi esagerati e ingiustificati. Spesso le fiale miracolose venivano preparate ad hoc per me in Svizzera per soli 2300 euro!!
Alcuni mi avevano proposto di pagare in nero e in contanti la metà della cifra pattuita, ma quanta fatica sapere il prezzo finale! Altri ancora mi hanno proposto contratti con penali da risarcire in caso di rinuncia dell’accordo. È bene dunque non firmare niente e far attenzione a non farsi ingannare.
Ultimamente ha preso piede il bussines degli autotrapianti low cost, questi centri al di fuori dei confini italiani ma con agenzie di viaggi nel nostro paese, promettono risultati eclatanti puntando tutto sui prezzi stracciati, facendo vedere su internet i risultati prima e dopo di attori americani e di personaggi dello spettacolo come che fossero attinenti in qualche maniera alla loro attività.
L’intervento di autotrapianto va effettuato da un chirurgo della calvizie altamente specializzato, un anestesista e infermieri iper qualificati. Occhio alle fregature
La cosmetologia è una disciplina seria, che può dare buoni risultati per quanto riguarda la prevenzione e il miglioramento estetico dei capelli se effettuata da operatori qualificati. I prezzi non possono e non devono raggiungere le migliaia di euro
Se volete raccontarmi una vostra esperienza con i venditori di false promesse potete scrivermi al mio indirizzo e-mail o mandarmi un messaggio privato su facebook o twitter (Fabrizio Fantini)
adifesadelconsumatore@gmail.com
Il tutto rimarrà rigorosamente anonimo
Riassumendo
Diffidare di promesse miracolose
• Chiedere se verrà fatta una visita da un medico (a volte ti dicono che il medico c’è, ma nel tuo caso non c’è bisogno della sua presenza)
• Visite e valutazioni diagnostiche sono di pertinenza del medico
• Farsi spiegare di che tipo saranno le terapie
• Non firmare contratti senza avere ben letto le clausole
• Diffidare di preventivi con costi eccessivi
• Accettare un trattamento cosmetico solo a prezzi ragionevoli
Affidarsi a medici e tricologi affidabili, il più delle volte iscritti alla società più conosciuta a livello Europeo, la Società Italiana di Tricologia. Sì, anche in questo campo l’Italia è all’avanguardia
Le patologie dei capelli sono di sola pertinenza del medico e chi avesse un problema di questo tipo lo consulti prima di iniziare qualsiasi terapia. L’autore declina ogni responsabilità per eventuali conseguenze nocive derivanti dall’utilizzo di sostanze e farmaci elencate senza una indispensabile supervisione medica.
Questa nuova edizione ha l’obiettivo di essere accessibile a tutti, accompagnando il lettore in un percorso anticalvizie semplice e chiaro e con tutti gli strumenti attualmente a disposizione per riuscire a salvare la propria capigliatura.
Combattere la calvizie comune e fermare il diradamento dei capelli
Contrastare forfora, seborrea, dermatite seborroica e infiammazione
Adottare un corretto stile di vita e un’alimentazione adeguata, in modo da mantenere in salute il nostro organismo e i nostri capelli
Contrastare lo stress, una delle possibili cause della caduta dei capelli
Capire veramente che cos’è l’autotrapianto dei capelli e scegliere un chirurgo esperto in questo campo
Evitare i “venditori di false promesse” che propongono cure costose prive di basi scientifiche
Per avere maggiori dettagli vi consiglio di scaricare l’indice del libro, in fondo a questo articolo: oppure scarica adesso Download
“Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni Fabrizio Fantini
Alla fine di ogni capitolo troverete dei consigli pratici per procedere rapidamente alla migliore strategia anticalvizie che fa al caso vostro. Prima cosa bisognerà individuare nelle tabelle del libro i fattori che potrebbero peggiorare la vostra calvizie.
Bisogna impegnarsi a cambiare leggermente il proprio stile di vita, aggiungendo cibi benefici per la salute dei capelli, rinunciando a quelli dannosi. L’alimentazione è il primo passo e forse uno dei più importanti per mantenere in salute il nostro organismo e prevenire quei disturbi e quelle alterazioni metaboliche in grado di peggiorare la salute della pelle e dei capelli. Per questo motivo ho messo a disposizione anche in questo manuale, la prima dieta per la salute dei capelli alla luce delle conoscenze attuali. Troverete nel libro un programma dietetico settimanale e un “nutrito” elenco di ricette da preparare a pranzo e a cena.
Sarà molto importante combattere lo stress con metodo e ottimismo. Prenderemo in considerazione, grazie alla farmacologa ed esperta in medicina naturale dott.ssa Claudia Rossi, anche la psicosomatica, per aiutare il lettore ad affrontare a livello emotivo i delicati disturbi psicologici correlati alla ipotrichia e alla perdita dei capelli. Cercheremo di bloccare prima possibile la caduta dei capelli con i farmaci o sostanze naturali che faranno al caso vostro. Descriverò in maniera più dettagliata la nuova tecnica chirurgica FUE e le sue caratteristiche. Prenderò anche in considerazione le ultime novità tra cui l’utilizzo del laser, la tecnica del massaggio del cuoio capelluto, le iniezioni di plasma arricchito di piastrine (PRP), l’utilizzo degli olii essenziali in tricologia.
La seconda edizione è di nuovo disponibile ONLINE e in tutte le librerie
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Seguire i consigli di questo libro in maniera discontinua porterà scarsi risultati e qualche delusione. La lotta contro la calvizie richiede fiducia, entusiasmo, e un po’ di pazienza. Se seguirete con costanza e umiltà i consigli di questo libro potrete ottenere sicuramente degli ottimi risultati. Questo nuovo stile di vita potrà diventare benefico non solo per i vostri capelli e la vostra pelle, ma anche per la vostra la salute in generale. Vi auguro con tutto il cuore di combattere e sconfiggere la calvizie, Buona fortuna!
“Un libro sui capelli e sulla calvizie dedicato agli utenti. Una capacità; di scrittura invidiabile. Un linguaggio semplice e di estrema chiarezza Una accurata ricerca sul campo fra veri esperti e venditori di promesse. Il libro del dr. Fantini offre al lettore una bussola con cui orientarsi e dirigersi, per navigare in quel mare di incertezze che è la tricologia“.
Prof. Andrea Marliani Endocrinologo e Dermatologo
Direttore scientifico della Società Italiana di Tricologia
“Prevenire e Contrastare la Caduta dei Capelli” 300 pagine a colori, Tecniche Nuove Edizioni Fabrizio Fantini